29/11/08

Mettetevi un joipad in culo e la vita vi sorriderà. Capitolo II.

Pubblicità! WiMusi, nuovo prodotto della Nintendo. Nuova frontiera del videogame.

Un’allegra famigliola di quattro componenti à là page mima i movimenti di un quartetto jazz e i loro gesti vengono decodificati dalla console che fa muovere sullo schermo un vero quartetto in “bit and byte”. Il virtuosismo dei quattro li proietta sulle corde di Aires e il godimento estetico del motivetto elettronico sfiora le sublimi vette della dozzinalità virtuale. Basta poco a comporre della grande musica! Niente conflitti, niente fatiche spirituali, niente di niente, punto.

Su uno sfondo bianco, neutro, già irreale nella sua irrelazione ad un qualsiasi ambiente domestico, si delinea il ratto della realtà. La famigliola si muove in uno spazio irreale, con in mano degli aggeggi che proiettano realisticamente i loro movimenti all’interno del televisore. In questo caso sono più propriamente ciò che vedono nella tv, come dire, ad un grado più potente. L’anestesia in questo caso è più profonda e fisicamente più coinvolgente di quanto andavo dicendo qualche mese fa su questo stesso spazio a proposito dei videogame, perché l’attività coinvolge non più solo la mente (tranne magari le falangi o i tunnel carpali) ma il corpo intero. Ogni movimento corporeo (i fisici parlerebbero di lavoro!) è finalizzato ad un’azione che non avrà più conseguenze dirette sul mondo circostante - tranne magari un vaso rotto o un naso rotto o qualcosa a caso rotto, qualcosa che comunque già redime!- ma su un mondo rappresentato nell’interfaccia grafica del televisore.

Qualcuno già intravede il futuro?

Io un po’. Ma niente di favolistico o peggio di fantascientifico. Immagino però i ragazzini. Loro, più che noi stravecchi ventenni, vivono immersi in una realtà in cui la fruizione di tali esperienze fornisce loro precise indicazioni sul loro futuro. Sono già immersi in un mondo la cui realtà è messa fortemente in discussione dalla proliferazione delle esperienze virtuali, quelle in cui non ci si sbuccia le ginocchia. Da grandi lavoreranno al computer senza la grettezza di chi ci lavora oggi avendo dovuto impararne i rudimenti a 30anni o a 20, e che la sera preferisce a Second life la partita a calcetto tra scapoli e ammogliati. Quella grettezza un domani sarà sostituita dalla totale, cosciente consapevolezza, da un’unione de facto di macchina e fruitore. Mai favola ha mai meritato più di questa un finale tipo: “e vissero tutti felici e contenti…!”

Nessun commento:

Posta un commento